Continenti

Campagna Ecclesiale per la Riduzione del Debito Paesi del Terzo Mondo

==============

La comunità parrocchiale, come segno di Solidarietà e Carità per la celebrazione del GIUBILEO invita tutti a contribuire in modo concreto all’acquisto di "BUONI di RISCATTO" per la riduzione del debito verso l’Italia dei paesi africani GUINEA CONAKRY e ZAMBIA scelti dal Comitato Ecclesiale italiano promosso dalla CEI.

Ci si propone di acquistare una quota o l’intero debito di un paese verso l’Italia al suo prezzo reale. Poiché il debito non è rimborsabile interamente dal debitore, il suo valore reale è largamente inferiore a quello nominale. L’acquisto del debito, che comporta la cancellazione immediata da parte del vecchio creditore, è vincolato al versamento simultaneo da parte del governo debitore, su un fondo di contropartita, di una somma in valuta locale equivalente a quella pagata dal creditore con i fondi raccolti. Il fondo di contropartita, amministrato dal comitato italiano insieme alle Chiese locali e ai rappresentanti della società civile, provvederà all’utilizzo tempestivo del denaro per finanziare i progetti di sviluppo nel campo della sanità e dell’istruzione.

Ci si è impegnati a raccogliere in Italia 100.000.000.000 !

============== Fondamento Biblico

"..e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti.

Sarà per voi un giubileo ; ognuno tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. In quest’anno del giubileo ciascuno tornerà in possesso del suo. Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia ( = di Dio) e voi siete presso di me come forestieri e inquilini"

Levitico 25, 10.13.23.

============== Parabola del popolo costruttore

In quel tempo c’era un popolo che teneva sott’occhio le risorse mondiali e la gente si chiedeva : "Come possiamo avere la certezza che in tempi difficili ne avremo a sufficienza? Noi vogliamo sopravvivere, qualunque cosa succeda. Cominciamo ad accumulare viveri, materie prime e conoscenze scientifiche in modo da essere tranquilli e sicuri in caso di crisi".

Così cominciarono ad ammassare in tale quantità e così avidamente che gli altri popoli protestarono e dissero: "Voi avete molto più di quanto vi serve, mentre noi non abbiamo il necessario per vivere. Dateci una parte della vostra ricchezza!". Ma gli accumulatori, presi dalla paura, dissero: "No, no, noi dobbiamo conservare questo per far fronte ad un'eventuale emergenza, per il caso in cui le cose vadano male anche per noi e la nostra vita sia minacciata". Però gli altri aggiunsero: "Ma noi stiamo morendo ora, vi preghiamo di darci cibo, materie prime e conoscenze per sopravvivere. Noi non possiamo aspettare... ne abbiamo bisogno adesso!".

A questo punto gli accumulatori ebbero ancora più paura perché temevano di essere attaccati dai poveri e affamati. Così dissero tra loro:"Costruiamo delle mura attorno alla nostra ricchezza, di modo che nessuno straniero possa prendercela". E cominciarono ad erigere delle mura così alte da non riuscire nemmeno più a vedere se fuori di esse c'erano o no dei nemici! Poiché la loro paura continuava ad aumentare, dicevano: "I nostri nemici sono diventati così numerosi da poter abbattere le nostre mura, che non sono abbastanza forti per tenerli lontani. Dobbiamo piazzare delle bombe in cima alle mura, così che nessuno oserà più nemmeno avvicinarsi a noi".

Ma, invece di sentirsi tranquilli e sicuri dietro le loro fortificazioni si trovarono intrappolati nella prigione che essi stessi avevano costruito per paura. Cominciarono ad avere paura perfino delle loro bombe e a chiedersi se il danno non sarebbe potuto venire da loro stessi più che dal nemico. E pian piano si resero conto che la paura della morte li aveva portati più vicino ad essa.

Henry J.M.Nouwen, Nella casa della vita, ed. Queriniana, Brescia 1996